L’antenato del gobbo radiofonico

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L’antenato del gobbo radiofonico

Pubblicato da  Arteventi news il  5 Luglio 2020Categorie Tags 

Nel 1932 si poteva già contare su circa un decennio di emittenza radiofonica durante il quale si era arrivati ad un buon livello in quanto a sviluppo tecnologico e comportamenti all’interno delle strutture emittenti, particolarmente graditi da un pubblico che stava diventando sempre più esigente. Come sempre succede, la meraviglia dei suoni che fuoriescono da un altisonante (allora si chiamavano anche così) aveva inizialmente catalizzato le attenzioni in modo assolutamente favorevole al netto di critiche ma, con il passare del tempo, l’affinamento del gusto dei radioascoltatori stimolava gli speakers a continui miglioramenti e a confrontarsi con una concorrenza non sempre benevola.

In merito uno degli aspetti da risolvere era la qualità del suono trasmesso attraverso il microfono che non doveva risentire di “contaminazioni” da studio. Per questo anche l’utilizzo dei fogli con appunti poteva generare problemi, per vari motivi: il fruscio era percettibile al microfono, interponendosi tra la bocca ed il microfono alteravano il suono della voce e, inoltre, gli speakers non potevano girarsi né chinarsi senza variare il volume sonoro. Pertanto era necessario trovare una soluzione. A questo ha posto rimedio il direttore della stazione tedesca di Heilsberg, Ernst W. Freissler, che ha pensato ad un suggeritore muto: dietro il microfono è stato collocato uno schermo sul quale veniva proiettato il testo della trasmissione in corso. Lampade speciali rimediavano al gap dell’oscurità della quale era immerso lo studio. Con il concepimento del gobbo radiofonico un altro passo importante era compiuto, anche se la strada verso la perfezione era ancora lunga e avrebbe ancora incontrato numerosi ostacoli.

Umberto Alunni